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L'inutile idiota
Di Andrea (del 02/05/2008 @ 22:10:46, in Cronache, linkato 237 volte)
Certo che l'Italia è uno strano Paese. Che non finisce mai di stupire. Tutto può succedere all'improvviso, con nonchalance, così; un giorno qualcuno si sveglia e decide di compiere atti inconsulti, senza preavviso, come se tutto fosse normale. Se non che, di solito, chi compie questi atti è un cretino e l'ostentata naturalezza con cui questi vengono compiuti è segno certo di infernali conseguenze. E' così che qualche pomeriggio fa tutti gli italiani hanno scoperto che la loro dichiarazione dei redditi (del 2005) era diventata liberamente consultabile e scaricabile sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate, insieme con tutti i dati personali annessi e connessi e senza che fosse identificabile lo "scaricante".
Tempo pochi istanti dalla diffusione della notizia e, ovviamente, il sito dell'Agenzia delle Entrate è esploso, bombardato dalle richieste di "tutti intenti a spiare le dichiarazioni dei redditi di tutti". Insomma un macello di proporzioni incredibili. Il responsabile di questa assurdità deficiente è quel simpatico buontempone di Vincenzo Visco, un personaggio dalla brillante intelligenza e soprattutto dalle spiccate virtù morali che ha condotto - dopo aver subito una condanna in via definitiva per abuso edilizio ed esser stato protagonista di varie vicende discutibili fra le quali l'imboscamento del figlio come dirigente presso "Sviluppo Italia", con relativa congrua retribuzione (ma si sa... i figli so' piezz'e core...), - la sua personalissima lotta contro gli evasori fiscali del belpaese, da lui individuati massimamente tra quei gaglioffi dei piccoli artigiani, stagnini e gelatai, vessati all'inverosimile da quella mostruosità logica che sono gli studi di settore (mentre c'è una dato interessante proprio di oggi, da fonte Adnkronos, cioè che Il 51,1% delle societa' di capitali dichiara un'imposta nulla o negativa), e utilizzati come bancomat per quei "tesoretti" che questo governo di imbecilli ha vantato di avere nelle casse per tutta la sua breve e triste parabola. Il sadico creatore dei più demenziali inghippi burocratico-polizieschi che mente umana abbia mai immaginato ha complicato la vita di ciascuno al punto tale da contribuire in maniera decisiva alla sconfitta elettorale del partito di cui fa parte (nonostante questo, comprensibilmente, non l'avesse neanche candidato).
Ebbene, questo valente personaggio, il giorno prima di abbandonare (speriamo definitivamente) il posto da vice ministro che occupava con tanta solerzia, ha compiuto l'atto finale della sua carriera. L'atto che lo svela, finalmente, per chi "è" davvero. Ha lanciato, con belluina ferocia e vera eversiva malignità, la polpetta avvelenata, lasciando il popolo, che ha sempre in fondo considerato indegno di lui, a contendersela in una rissa bieca e vergognosa.
Perché per quest'atto infame non si scorge alcun senso logico se non quello di contribuire allo sgretolamento di ogni senso di comunità. Durante l'ovvia bufera (prevedibile anche da un bambino) che si è generata durante le ore surreali che hanno seguito la pubblicazione di quei dati, il nostro non si è scomposto affatto e, dimostrando un certo (finto) stupore, ha detto che non vedeva dove fosse lo scandalo e che si trattava di un atto di trasparenza e di civiltà. Bene, bravo! Suggerirei di inserire scaricabile in internet il casellario giudiziario di tutto il popolo italiano, anche questo potrebbe essere un dato di trasparenza, o anche, che so, tutti i file delle anagrafi comunali, perché no? Qualcuno, come Gianni Barbacetto, ha affermato che in America questa cosa si fa da anni. Peccato che sia FALSO. Chiunque può constatare facendo un giretto in internet che non è possibile scaricare i dati personali dei contribuenti americani e che non passa per la testa di nessuno in America (né in nessun altro posto) di fare un'idiozia del genere. Negli altri paesi la privacy non è uno scherzetto che si risolve nella compilazione di quattro inutili scartoffie. La Federal Tax Law statunitense protegge i dati personali dei contribuenti e i numeri vengono sì pubblicati, ma senza alcun riferimento personale. Come spiegare poi, qualche mese fa, lo scoppio in Inghilterra dello scandalo per la scomparsa di alcuni CD che contenevano i dati di alcuni (non tutti) i contribuenti inglesi e per il quale il ministro economico di lassù si è dovuto immediatamente dimettere?
Dimentichiamo quindi le scemenze populiste di qualche lacchè, il danno che è stato fatto è grave e permanente. Non è bastato infatti l'intervento del Garante della Privacy (ovviamente ignaro della bravata) che ha bloccato la diffusione dei dati dopo qualche ora dalla pubblicazione. Una sola ora, per i tempi della rete, basta e avanza per fare qualunque cosa. E infatti dopo poco ecco i dati ricomparire tranquillamente sulle reti P2P, dove nessuno al mondo potrà mai farli sparire. Tutto questo è accaduto e quanto di peggio si possa immaginare accadrà. Avere quei dati (nomi cognomi indirizzi codici fiscali, ecc..) vuol dire poter clonare identità, manipolare cifre (i dati sono pure stati immessi in formato .txt, ovvero modificabili pure da un bambino - una cosa che grida vendetta al cielo) e sputtanare, ricattare, compiere tutte le porcate pensabili. Questo non ha niente a che vedere con la trasparenza (quegli atti erano già consultabili e trasparenti), sulla quale, ovviamente, non ho niente, ma proprio niente da dire, a patto che venga almeno identificato chi acquisisce le informazioni.
Tutto questo ha a che vedere soltanto con la sete di vendetta di un bulletto incapace nei confronti di quel popolo italiano che, inconsciamente, ha sempre pensato inferiore a sé e bisognoso di strigliate alla stregua di un mulo testardo. Un pover'uomo che ha dato l'ultima prova della sua esistenza in vita. L'ultimo rantolo di un inutile idiota.

P.S. Non tragga in inganno l'articolo. Lo scrivente non è un elettore di centrodestra.
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